martedì 20 marzo 2012

Bugiarda.

ci sono stati molti cambiamenti dall'ultima volta che vi ho scritto. 
Ho imparato nuove cose:

Ho imparato che è colpa mia. 
Mio padre è arrabbiato? colpa mia. 
Mio padre è triste? colpa mia. 
Mio padre soffre di pressione alta? colpa mia. 
Non vuole prendere le pillole? colpa mia.
Non parla con mia madre? colpa mia.
Tratta male mia madre? colpa mia.
Tratta male mio fratello? colpa mia.
Mio padre rischia un infarto? COLPA MIA.

Mio fratello ha detto questo. Lui dice che il problema sono io.
Mi ha fatto un discorsetto assurdo riguardo a questo e quando io mi sono messa a piangere mi ha dato della femminuccia. 
"perché piangi?" mi ha chiesto. 
"perché mi hai tradito e io mi fidavo di te. Io credevo che mi avresti difeso" ecco cosa gli avrei risposto. invece sono stata zitta.

Tempo fa mi sarei alzata in piedi, l'avrei mandato a fanculo e avrei continuato la mia vita.
Ma sono troppo stanca di combattere una guerra che so già che non vincerò.
Così mi sono arresa.
Farò tutto quello che mi dicono. Lo sto già facendo. 
Sorrido quando vorrei urlare, rido quando vorrei piangere, parlo quando vorrei stare zitta.
Sto diventando brava, sapete? 
A volte in pullman mi preparo i discorsi da fare a mio padre la sera quando mangiamo.
(mio fratello ha detto che sto troppo in silenzio e per questo a lui passa la voglia di mangiare). Gli racconto tutta la mia giornata di scuola per filo e per segno, commento il telegiornale, faccio domande di cui so già la risposta, gli chiedo di aiutarmi in compiti che ho già fatto. 
sto diventando proprio brava.
è così facile fingere, sono tutti così contenti.
Ovviamente adesso mio padre sta tirando fuori altri problemi ma io mi sto già impegnando per risolverli.
Sarò perfetta.
Diventerò così brava a fingere che si dimenticheranno della "vera me".
E questo è un bene.
La "vera me" non è degna di essere ricordata.



"Sua figlia ha bisogno di uno psicologo"


No, non è vero.
Io ho bisogno di un abbraccio.

giovedì 1 marzo 2012

Oddio! Che cosa ho fatto?

Ciao ragazze. è molto che non scrivo ma questo è stato un mese di fallimenti. Non sono dimagrita un grammo e ho appena finito di mangiare una tazza colma di latte e cereali.
Ma oggi non voglio parlarvi di quanto sono debole, voglio parlarvi di quanto sono stronza.
Ho bisogno di parlarne con qualcuno, ho bisogno che qualcuno mi tiri uno schiaffo e mi urli "cosa cazzo hai fatto?" ecco perché adesso sono qui a scrivervi dell'errore più grande della mia vita.
Come ho potuto? Come ho osato?
Non sarà una bella storia ma vi prego ascoltatela, così poi potrete insultarmi, perché me lo merito.

Ero in prima media, ero grassa (leggermente in sovrappeso), ero insicura e senza autostima, un po' come adesso, insomma.
All'inizio dell'anno avevo fatto fatica ad ambientarmi ma alla fine ci sono riuscita.
I miei compagni erano simpatici: c'era M. la fan dei tokio hotel che mi ha trasmesso questa ossessione, c'era Ma. la ragazza perfetta che cercavo invano di imitare e poi c'era lei S. la ragazza grassa (molto più di me), triste e sola.
GRASSA TRISTE E SOLA. esattamente come me.
La differenza tra me e lei era che a lei tutti la prendevano in giro, mentre a me no.
Avrei dovuto capirla, sostenerla, confortarla, parlarle e invece cos'ho fatto?
Mi sono unita alla combriccola che la insultava (tra queste persone c'era la mia migliore amica)
Non le dicevo le cose in faccia come gli altri ma ridevo di lei, la insultavo e lei lo sapeva. 
Non mi preoccupavo di tenerglielo nascosto.
Insultarla mi faceva sentire meno grassa, meno brutta.
Lei era peggio di me e questo mi ha dato un briciolo di autostima in più.
In seconda media ho iniziato a non insultarla più, ma ogni tanto qualche battutina su di lei veniva fuori e io ridevo.
L'ho vista piangere e ho continuato a ridere con gli altri.
L'ho vista piangere e non mi importava.
L'ho vista piangere ed ero contenta: meglio lei che me.

Anche se non la insultavo apertamente, io sono stata peggio degli altri.
Perché io sapevo ciò che provava e me ne sono fregata.
Io sapevo come si sentiva e non l'ho difesa.

Chissà quanto dolore le ho causato, chissà quanto ha pianto per causa mia.

Quando ho iniziato a mangiare meno di 500 calorie al giorno ho pregato che lei superasse tutto questo, ho sperato che si dimenticasse tutto ma, a quanto pare, non è successo.
Ieri, ho incontrato la mia amica ecco cosa mi ha detto:

Lei: "te la ricordi S.?"
Io: "si, perché?"
Lei: "l'ho incontrata in pullman ieri, ma... assurdo!"
Io: "cosa?"
Lei: "è dimagrita! Adesso non ha più la pancia, te la ricordi la sua enorme pancia? il cocomero! Adesso è carina, è più magra di me." (io e lei abbiamo la stessa corporatura)
Io: "Ah si? wow!"
Lei: "ti giuro! è come se si fosse fatta la liposuzione! è come se qualcosa le avesse aspirato il grasso e fosse rimasto solo lo scheletro!)

mi stava per venire un infarto.
Ho sentito il mio cuore perdere un colpo quando mi ha detto che era dimagrita.
Cos'ho fatto? porca puttana, cos'ho fatto? 
Magari è dimagrita in modo sano, magari è andata da una dietologa, insomma non la vedo da due anni e in due anni è possibile dimagrire così tanto.
Ma se non fosse così?
Magari in questo momento si sta ammazzando di esercizi usando come motivazione i ragazzi che la prendevano in giro, tra cui c'ero anch'io.
Magari in questo momento sta buttando nel water il suo pranzo.
Magari è l'autrice di uno dei blog che seguo.
Magari si sta tagliando per non sentire la fame. magari sta digiunando, soffrendo, mentendo e piangendo.
Tutto questo a causa mia.
Dio, speriamo che non sia così. Speriamo che sia dimagrita in modo sano.
Ma quante possibilità ci sono che un'adolescente obesa decida di fare una dieta sana?
e' colpa mia, cristo santo, è colpa mia.

Ho cercato di contattarla per scusarmi, per spiegarmi, per fare qualcosa! ma non ho il suo numero e su facebook non c'è, non so dove abita e non la trovo nemmeno sulle pagine bianche.

Faccio schifo, l'ho spinta nel fosso e ora non tornerà indietro.

giovedì 9 febbraio 2012

"Potrei parlare con tua madre? c'è qualcosa di strano in te".

Ecco cos'ha detto la mia prof alla consegna delle pagelle.
Sai che novità! tutti miei prof, già dalla prima elementare, mi trovavano strana.
Non parlo in classe. Quando i prof mi rivolgono domande la frase più lunga che riesco a dire è "non lo so".
Ma cosa dico, non sono neanche in grado di rispondere così. I prof non mi fanno più domande da tempo perché sanno già che non gli risponderò. Se mi chiedono qualcosa fanno in modo che la mia risposta possa essere o "si" o "no": questo è il massimo che riesco a fare.
Non fraintendetemi: la mia pagella è buona e l'unica materia sotto è l'orale (chissà come mai) di matematica (materia che continuo a non capire nonostante ore e ore di ripetizioni)
Ho pochissimi sei, quattro o cinque otto e il resto sono sette. E' accettabile. Non è ciò che vorrei, ma è accettabile.
il problema è che non parlo, certo.
Non parli, sei pazza.
Parli, sei maleducata.
è ovvio. Non gli va mai bene un cazzo.
Fino alla terza elementare parlavo tranquillamente in classe, rispondevo spontaneamente alle domande della maestra ed esprimevo la mia opinione. Parlavo anche con i miei compagni però. E io sono molto emotiva, quindi quando devo esprimere un' emozione esagero. Parlare con loro mi faceva stare bene, facevano delle battute e io ridevo, ridevo e ridevo.
Questo era il problema: non dovevo ridere.
Le maestre scrissero note su note. Mia mamma le nascose a mio padre ma lui le scoprì, mi picchiò, mise tutti miei giocattoli in un'enorme sacca di plastica e mi giurò che non li avrei mai più rivisti. (mi ricordo ancora la scena: io in lacrime sotto la scrivania, mio padre che stringeva la busta trasparente, i miei giocattoli schiacciati lì dentro.).
Cambia radicalmente.
Non pronunciai più nemmeno una parola. Gli insegnati si preoccuparono e iniziarono a rompere le palle con un altro problema: sua figlia sembra un zombie.

Ovviamente non è stata solo questa la causa: mio padre è un uomo severo e autoritario. I miei parenti continuano a ripetergli che non deve essere così duro con me ma lui se ne frega. Pretende la perfezione e tutto il resto per lui è merda. Io non sono perfetta da nessun punto di vista. Io sono merda. 
Si arrabbia circa due volte a settimana. Ogni volta la litigata è sempre peggiore. 
Quando penso alla mia infanzia ho solo flaschback di scene orribili.
Ricordo solo le mie urla, i miei pianti, le sue parole che nel giro di poco tempo sono diventate la mia condanna.
Le sento rimbombare nella mente ogni volta che guardo mio padre.
Si accumulano ogni giorno di più, non mi danno mai tregua.
Cerco di dimenticarle ma le litigate con mio padre le riportano a galla.
E non posso mai dire nulla perché altrimenti lui si arrabbia ancora di più. Devo solo stare zitta, stare zitta e subire, subire e subire.
Mi tengo tutto dentro e piango. Piango perché è il mio unico modo di sfogarmi.
Piango quando sono triste e quando sono arrabbiata. Piango perché non posso urlare.
Ricordo solo rimproveri su rimproveri, ricordo che ogni mio momento di felicità è stato seguito da un senso di colpa.

Ecco cosa ricordo di tutta la mia vita: l'elenco dei miei sbagli.

Come possono i professori pretendere che io esprima la mia opinione quando sono abituata a non farlo? 
Come possono pretendere che io risponda alle loro domande senza avere paura di quello che succederà se sbaglio?
Sono abituata ad essere punita. Sono abituata ad avere paura.
Non possono chiedermi questo, non ci riesco.
Ci ho provato, non ce la faccio.
Mi blocco.

Scusate per il post lungo, avevo bisogno di sfogarmi e scrivere è l'unico modo che ho per farlo.

mi ricordo una frase che mi ha detto un mio amico: "hai la stessa faccia di una moglie che viene picchiata dal marito"

Probabilmente è questa l'impressione che do. Forse pensano che io sia molto triste.

Devo iniziare a costruirmi una maschera e a nascondermi dietro di essa.